CSR – Corporate Social Responsibility, cosa è

Tabella dei Contenuti

CSR – Corporate Social Responsibility, cosa è

Cosa è la responsabilità sociale di impresa? Per Corporate Social Responsibility (CSR), in italiano Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), si intende una azione su base volontaria, ovvero una integrazione delle preoccupazioni sociali ed ambientali delle aziende nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate (Unione Europea, 2001)[1].

Anche se, a tutt’oggi, la CSR, secondo l’UE, è promossa prevalentemente da grandi società o da multinazionali, essa riveste un’importanza per tutti i tipi di aziende e per tutti i settori di attività, dalle PMI, le piccole e medie imprese, alle multinazionali. È fondamentale che essa sia più ampiamente applicata anche dalle microimprese, perchè sempre secondo il Libro Verde: Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese “il loro apporto all’economia e all’occupazione è il più importante”.

A guidare tutti i tipi di organizzazioni e di imprese nelle loro operazioni, indipendentemente dalle dimensioni e localizzazioni, è la Guidance on social responsibility ISO 26000.

Le aziende oggi tendono sempre più a presentare le loro attività e concetti di responsabilità sociale sui propri canali di marketing e comunicazione: siti web, social and corporate media, social network, materiali cartacei e editoriali etc. La necessità vera e propria a livello internazionale di mostrare ai clienti di essere aziende socialmente responsabili in modo così importante è evidente. Ottenere vantaggi competitivi, migliorare la propria reputazione e la convinzione che le politiche aziendali siano definite da un impegno sociale nelle proprie attività contestuale al raggiungimento dei risultati economici.

CSR Significato per i clienti, la ricerca CONE

Secondo una ricerca pubblicata da Cone Communications nel 2017 non si tratta più del se intraprendere questa strada, ma del quando. Perchè?

  • Oltre il 60% degli americani, in mancanza di nuove regolamentazioni da parte del Governo americano, spera che siano proprio le imprese a farsi carico di guidare i cambiamenti sociali e ambientali.
  • Circa il 90% dei consumatori intervistati afferma di comprare un bene se l’azienda produttrice è impegnata su una problematica che li accomuna alla marca.
  • Circa il 75% degli intervistati sostiene di non scegliere prodotti di un marchio che si è dimostrato contrario alle proprie convinzioni (tutti i dati della ricerca Cone Communication CSR).
CSR Corporate social responsibility

CSR – la Responsabilità sociale dell’impresa, studi e teorie

A partire dalla seconda metà del XX secolo per la prima volta si è svolto un lungo dibattito su quale possa essere il valore condiviso affinchè una azienda può essere socialmente responsabile. Gli aspetti di corporate governance in ambito sociale e ambientale nella maggior parte delle imprese sono da valutare e verificare sia sul breve, che medio e lungo periodo. Già negli anni ’50, è stato oggetto di interesse, tra i primi a studiarla Bowen (1953) ha scritto libro Social Responsibilities of the Businessman.

L’interpretazione più nota in letteratura è stata fornita da Robert Edward Freeman (1984) nel suo saggio Strategic Management: a Stakeholder Approach[2].

Le sue teorie degli stakeholder e i suoi approcci incentrati sui requisiti etici che cementano il rapporto tra imprese socialmente responsabili e società si basano su principi che esprimono la necessità di realizzare una buona società.

Freeman considera la capacità delle imprese di gestire efficacemente le problematiche con portatori di interesse e stakeholder come il miglior modo per integrare le esigenze dal punto di vista sociale ed etico al loro interno. Partendo dal fatto che “i manager intrattengono una relazione fiduciaria con gli stakeholder”, invece di ricoprire esclusivamente incarichi fiduciari nei confronti degli azionisti, come sostenuto dal punto di vista convenzionale dell’azienda.

Egli comprese così come stakeholder quei gruppi che hanno una partecipazione o rivendicazione su una azienda (fornitori, clienti, propri dipendenti, azionisti e la comunità locale). Carroll (1994), altro nome tra i più prestigiosi di questo tema, ha caratterizzato la situazione come un campo eclettico con confini labili, associazioni multiple, e diverse prospettive; in generale piuttosto che focalizzata, multidisciplinare[3].

CSR – Social Responsibility: Responsabilità sociale d’impresa

Oggi, questo campo di ricerca è cresciuto in modo significativo e contiene diverse teorie, approcci e terminologie. Society and business, social issues management, public policy and business, stakeholder management, corporate accountability sono solo alcuni dei termini utilizzati per descrivere i fenomeni correlati alla responsabilità delle imprese nella società.

Recentemente, si è visto un rinnovato interesse per le responsabilità sociali delle imprese e nuovi concetti alternativi, tra cui la cittadinanza d’impresa e la sostenibilità aziendale. Alcuni studiosi hanno confrontato questi nuovi concetti con la nozione classica di CSR (vedi van Marrewijk, 2003 per lo sviluppo sostenibile aziendale; e Matten et al., 2003 e Wood e Lodgson, 2002 per la cittadinanza d’impresa).

Gianpaolo Fabris nel sviluppare il suo Societing riporta la Teoria della Tripla responsabilità di John Elkington (1997) elaborata in Cannibals with Forks[4]. Il suo metodo di gestione dell’impresa prende a costante riferimento tre specifiche esigenze:

  • dell’impresa (essere profittevoli – sostenibilità e sviluppo economico);
  • dell’ambiente (rispettare l’ambiente – sostenibilità ambientale);
  • sociali (promozione dello sviluppo sociale – sostenibilità sociale).

Secondo Elkington si può considerare ‘responsabile’ solo l’azienda che è attiva contemporaneamente su tutti e tre i fronti. Alla base vi è la necessità di considerare questo modello come un orientamento strategico di aziende che già fanno propri i principi etici e sostenibili e che, in virtù di questo, li integrano nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con gli stakeholder.

Infine, per Fabris, è importante considerare la CSR non solo rivolta all’esterno dell’impresa orientata verso stakeholder (comunità locali, associazioni no profit, partnership commerciali, fornitori e consumatori) e società civile (diritti umani, sfruttamento dei popoli del Terzo mondo, problemi dell’energia, tutela dell’ambiente), ma anche internamente.

All’interno dell’organizzazione è necessario adattare la gestione e il funzionamento dell’impresa in base agli effetti sull’ambiente e nel rispetto delle risorse naturali e delle materie prime, umane e delle condizioni di lavoro che devono essere sicure.

La stessa Unione Europea nel Libro Verde tra le linee guida pone l’accento sulla valorizzazione delle risorse umane attraverso diverse misure, volte a stimolare la responsabilizzazione del personale, un miglioramento del circuito d’informazione nell’impresa, un migliore equilibrio tra lavoro, famiglia e tempo libero, una maggiore diversità delle risorse umane, l’applicazione del principio di uguaglianza per le retribuzioni e le prospettive di carriera delle donne, la partecipazione ai benefici e le formule di azionariato, e in ultimo, la sicurezza sul posto di lavoro[5].

 

[1] Unione Europea (2001), Libro Verde: Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, Commissione Europea 18/7/2001.

[2] Freeman R. E. (1984), Strategic Management: a Stakeholder Approach, London, Pitman.

[3] Carroll A.B. (1994), Social Issues in Management Research, Business and Society 33(1), pp. 5–25.

[4] Elkington J. (1997), Cannibals with forks. The triple bottom line of 21st Century Business, Capstone, Oxford.

[5] “Attualmente, una delle maggiori sfide che debbono affrontare le imprese è di attrarre e conservare i lavoratori qualificati. In tale contesto, una serie di misure adeguate potrebbero comprendere l’istruzione e la formazione lungo tutto l’arco della vita, la responsabilizzazione del personale, un miglioramento del circuito d’informazione nell’impresa, un migliore equilibrio tra lavoro, famiglia e tempo libero, una maggiore diversità delle risorse umane, l’applicazione del principio di uguaglianza per le retribuzioni e le prospettive di carriera delle donne, la partecipazione ai benefici e le formule di azionariato, nonché la presa in considerazione della capacità d’inserimento professionale e della sicurezza sul posto di lavoro. Risulta che una gestione e un controllo attivi dei dipendenti assenti per incapacità o incidente si traducono in una riduzione dei costi.”

Unione Europea, Libro Verde. Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, Bruxelles, 18.7.2001 COM (2001) 366 definitivo, pp. 8-9.

Argomenti
Tag
Contattami

Leggi anche

Marketing

All Energy Glasgow 2024, in fiera con ITA Dal 13 al 17 maggio ho partecipato in Scozia alla fiera All Energy Glasgow 2024. E’ il

Leggi tutto »